giovedì 26 luglio 2012

sabato 21 luglio 2012

Foto e video della manifestazione a Palazzo Civico "Un Miliardo di candele per Gianmatteo". In memoria di Gianmatteo Gerlando.











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http://www2.lastampa.it/2012/07/21/multimedia/cronaca/un-miliardo-di-candele-per-il-ciclista-ucciso-Dlr2peiIO0Ehyg50hTTVzM/index.html

Manifestazione a Palazzo Civico


21/07/2012 - L’EMERGENZA - LA RIVOLTA DELLE DUE RUOTE

I ciclisti a Palazzo Civico
“Basta morti sulla strada”


La manifestazione di ieri davanti a Palazzo Civico è nata con un tam tam via web alla notizia della morte del giovane
“Il giovane investito e ucciso è un inequivocabile segnale d’allarme”
PAOLA ITALIANO
TORINO
Lo scatto del ciclista deve arrivare al momento giusto: quello in cui alzarsi in piedi sui pedali e dare tutto quello che si ha per scalare la vetta e raggiungere il traguardo. Le centinaia di fiammelle accese ieri sera davanti a Palazzo Civico per ricordare Gianmatteo, investito e ucciso mentre andava al lavoro in bicicletta, sono la fuga in avanti di chi da anni chiede una città più rispettosa dei ciclisti, uno scatto rabbioso e disperato per scalare non una, ma due montagne: quella di un’amministrazione volenterosa sì, ma elefantiaca nel muovere la macchina che dovrebbe adeguare le strade alla nuova mobilità ciclabile ormai diffusissima; e quella della sensibilità di chi le strade le percorre in automobile, storicamente distratto quando non spavaldamente incivile e refrattario a rispettare le regole. 

Le richieste  
Ieri pomeriggio i rappresentanti delle associazioni di ciclisti sono stati convocati dall’assessore ai trasporti Claudio Lubatti. Hanno ribadito le loro richieste, a partire dalle modifiche sui dieci incroci percepiti come i più pericolosi, votati on-line in una «statistica informale», primo fra tutti l’attraversamento pedonale di piazza Statuto. Poi c’è un altro elenco, di 14 interventi a basso costo per migliorare la vita a due ruote, come nuove piste ciclabili di facile realizzazione (via Genova), sperimentazione di trasporto bici sui mezzi pubblici e sulla Metro, ma anche azioni che incidano sulla consapevolezza degli automobilisti, come pannelli informativi «intelligenti» con messaggi variabili e il ripristino di almeno una pattuglia di vigili urbani in bici. E poi, ci sarebbe l’istituzione dell’Area C, come a Milano: ingresso a pagamento per chi viaggia in auto nella zona centrale. «Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi - spiega Federico Vozza del circolo Molecola di Legambiente - in questo momento in cui c’è una maggiore sensibilità ecologica, e l’uso della bicicletta è più sostenibile anche economicamente per le famiglie in crisi ci vuole il coraggio di prendere provvedimenti come l’Area C, i cui proventi potrebbero finanziare la sciurezza».  

Le risposte  
«L’Area C è un nostro obiettivo - replica Lubatti - ma ora non ci sono le condizioni tecniche. Ci stiamo lavorando». L’assessore ha detto ai ciclisti che tutti gli interventi segnalati entreranno nel Bici Plan, che sarà adottato a settembre: vero e proprio piano regolatore della mobilità ciclabile, atteso da anni, e che ora finalmente sembra vedere la luce, anche sull’onda del successo dei 20 mila del Bike Pride torinese. «Ma il cambiamento - aggiunge Lubatti - non passa solo per i grandi progetti, ma anche per le piccole cose». Eccone alcune presto pronte. Prima: mai più dehors su piste ciclabili. Sembra assurdo che ci siano, invece è così (vedi via Verdi). «Non rilasceremo più autorizzazioni su piste ciclabili e non rinnoveremo le concessioni esistenti quando scadranno». Seconda: le piste ciclabili non rientravano nelle aree di pulizia di pertinenza di Amiat, che ora invece si sta dotando dei macchinari necessari. Terza: la delibera,, in arrivo a settembre, con cui il Comune si adeguerà al nuovo codice della strada, che impone di spendere almeno la metà degli incassi da multe in sicurezza stradale.  

Cambiamento culturale  
Un cartello torinese di divieto di transito in bici ha fatto il giro del mondo via web, scatenando reazioni incredule e indignate. È quello davanti al museo egizio, dove la strada è stata ristretta a causa del cantiere. Non è solo un cartello , ma una specie di monito che criminalizza i trasgressori: si vede un ciclista che, infrangendo il divieto, investe e scaraventa lontano dei bambini. Tutto stilizzato e di facile lettura. «Non si è mai visto un cartello del genere in caso di divieti agli automobilisti: ecco come veniamo considerati», dice Fabio Zanchetta, di Muovi Equilibri. In realtà, non l’amministrazione ma i responsabili del Museo hanno appeso l’immagine agghiacciante e il Comune chiederà di modificare la segnaletica. Ma si tratta di un altro campanello che segnala che il cambiamento più grande deve avvenire nella testa delle persone. «Riconosciamo sforzi e sensibilità rinnovati - dice Giuseppe Piras, del coordinamento #salvaiciclisti - ma non basta. Si fa fatica a operare modifiche concrete in tempi rapidi».  
Lui ha convocato la manifestazione con le candele sotto Palazzo Civico, spronando tutti all’azione contro chi considera un ciclista investito solo come un incidente e non come emergenza culturale. «Basta parlare di ciclisti o automobilisti - si sfoga Zanchetta - non portiamo avanti interessi contrapposti. Chiunque ormai usa la bici, non solo una nicchia di ecologisti “fanatici”. A volte si prende la bici, a volte la macchina: ma si deve viaggiare sicuri sempre».


http://www2.lastampa.it/2012/07/21/errore/i-ciclisti-a-palazzo-civico-basta-morti-sulla-strada-mRGvAHsH7fiMEglNPpYb3O/index.html

Investito e ucciso sulla pista ciclabile


CRONACA
20/07/2012 - LA PROTESTA

Investito e ucciso
Esplode l’ira dei ciclisti
“Ignorati e maltrattati”


Gianmatteo Gerlando stava andando al lavoro, mercoledì, quando è stato investito da un’auto mentre attraversava la strada sulla pista ciclabile nei pressi del Parco Ruffini
Manifestazione
davanti al Comune
PAOLA ITALIANO
Ora, Gianmatteo diventa tragicamente un simbolo. Falciato a 28 anni sulla pista ciclabile, mentre andava a lavorare, la sua morte ha scatenato la reazione piena di rabbia e dolore dei ciclisti torinesi che chiedono sicurezza e rispetto. E che hanno convocato per questa sera una manifestazione davanti al Municipio, alle 22. Tutti in bici, con una candela in mano.  

Perché Gianmatteo è stato travolto «mentre stava correttamente attraversando sulla pista ciclabile», nei pressi del parco Ruffini. «Non si possono continuare a considerare queste morti come incidenti», dice pieno di rabbia Giuseppe Piras, dell’associazione Muovi Equilibri, una delle tante che formano la galassia dei gruppi a due ruote, diventati sempre più caparbi nel portare avanti le rivendicazioni. L’automobilista che ha investito Gianmatteo alla guida di una Multipla è prima scappato, poi si è costituito ai carabinieri. Ma non è contro di lui in particolare che si rivolge l’immensa rabbia del popolo a due ruote: perché anche quell’automobilista è un simbolo di una città in cui, nonostante tante battaglie che vanno avanti ormai da anni, per i ciclisti la strada continua a essere un pericolo. «Probabilmente quell’uomo è una persona normale - spiega Piras in un comunicato che ha fatto il giro della Rete attraverso i social network - che come tutte le persone normali in auto ignora completamente il codice e non sa che gli attraversamenti ciclabili, come quelli pedonali, hanno sempre la precedenza su tutti i mezzi. E’ abituato da sempre a non rispettarlo, a non staccare il piede dall’acceleratore neanche un secondo, lo fanno tutti. Non ce l’abbiamo con lui - ribadisce - che, oltre al reato, si porterà dietro il rimorso. 

La rabbia, tanta, è per la normalità di questi fatti. Perdiamo ore al giorno a segnalare pericoli e i rischi per chi non si muove in auto, proponendo soluzioni economiche per evitarli, ma l’urgenza di intervenire non viene colta». I ciclisti hanno portato alla Giunta la lista degli incroci giudicati più pericolosi, primo fra tutti piazza Statuto. «Il documento è la base di lavoro dei nostri uffici - spiega l’assessore alla viabilità Claudio Lubatti - che stanno studiando per ogni situazione una soluzione che farà parte del Bici Plan, pronto a settembre. Noi cerchiamo di dare segnali costanti e continui - dice Lubatti - per far capire che le cose stanno cambiando nella considerazione dei ciclisti».  

Torino ha aderito alla campagna #salvaiciclisti, continua a diffondere il bikesharing, ma le situazioni contraddittorie di una città a misura di auto restano troppe per i ciclisti colpiti al cuore a poche settimane dall’invasione dei 20 mila del Bike Pride: «Non ci rassegniamo - dice Piras - non accettiamo che un ragazzo di 28 anni sia morto perché un tecnico ha sempre fatto in un certo modo e non ha voglia di aggiornarsi, perché un amministratore è così presuntuoso da non ascoltare i consigli a costo zero. Non accettiamo che una famiglia sia distrutta perché in Italia la legge c’è ma non è necessario rispettarla. Anche se pieni di tristezza continueremo a lottare perché questo cambi». Gianmatteo non faceva parte di gruppi di ciclisti, non era particolarmente appassionato. Solo un ragazzo che stava andando a lavorare in bici. E i ciclisti stasera saranno davanti al Comune per lui. Un miliardo di candeline per Gianmatteo, così hanno chiamato la protesta convocando tutta la città, non solo i ciclisti. «Per ricordare Gianmatteo, e tutte le vittime della strada». 

"L'uomo.. Per trasportare un grammo del proprio peso per un chilometro in dieci minuti, consuma 0.75 calorie.. è una macchina termodinamica più efficiente di qualunque veicolo a motore.. L'uomo in bicicletta può andare tre o quattro volte più svelto del pedone, consumando però un quinto dell'energia"


da Ivan Illich "Energie et équité"